La Fondazione si occupa di un particolare aspetto della malattia diabetica e cioè la diagnosi e la cura del piede diabetico.

Pur senza addentrarsi in precisazioni numeriche, è indubbio che vi sarà un aumento consistente di prevalenza di malattia diabetica nei prossimi anni. Questo aumento di prevalenza dipende da numerose ragioni. Una ragione è che l’aumento della vita media consente un ingresso della patologia diabetica di persone anziane per neo-diagnosi di diabete. Ma la ragione preponderante è l’aumento di aspettativa di vita dei diabetici: la maggiore sopravvivenza aumenta il numero di soggetti diabetici di età avanzata. Se questo è certamente da considerare un successo dell’attività terapeutica svolta su questa popolazione, si deve considerare anche l’amplificazione dei problemi connessi con l’avanzare dell’età. In particolare vengono amplificati i problemi connessi con l’arteriopatia periferica, il cui determinante prognostico principale è l’età anagrafica, e con la neuropatia diabetica il cui determinante prognostico principale è la durata del diabete. Ambedue queste complicanze del diabete sono i fattori causali dell’ulcera del piede: si assisterà quindi a un cospicuo aumento dei diabetici con ulcera del piede.

La comparsa di un’ulcera del piede è un evento devastante per il paziente e la sua famiglia: è la causa principale di ospedalizzazione e la guarigione comporta comunque cure complesse e molto lunghe. Il rischio di evoluzione in amputazione maggiore, sopra la caviglia, rappresenta un evento molto frequente: circa il 60% di tutte le amputazioni non traumatiche avvengono in diabetici. All’inizio della via che porta all’amputazione vi è sempre un’ulcera del piede che era non trattabile o che è stata maltrattata.

Un ultimo elemento da tener presente è che per migliorare la qualità di vita degli ammalati, per la particolare condizione fisica e gravità della malattia, occorre prevedere e quindi garantire una costante assistenza sanitaria, formazione e educazione sanitaria. Il tutto al fine di consentire una corretta gestione della patologia ed inoltre per non rendere vane le cure somministrate, evitando situazioni di pericolo grave (gangrena).